Sorrido al pensiero di quante volte sono stata giudicata sulla mia coerenza dopo aver scambiato solo due parole! Sì perché se decidi di diventare vegetariano o vegano scegli di vivere in modo un po’ diverso: non cambia solo il modo di mangiare ma generalmente – o almeno nel mio caso – decidi di non indossare scarpe di pelle e di non acquistare borse o accessori di cuoio.
È un processo.
La vita è un continuo cambiamento: tu apprendi dal tuo prossimo, rifletti su ciò che accade intorno a te, impari a vedere le cose in modo diverso…ma questo non avviene tutto insieme, tutto è graduale, il tuo pensiero evolve, si perfeziona, cambia ancora a seconda di chi frequenti, di dove vivi, di che lavoro fai…
Si prende coscienza di certi meccanismi, si decide di non contribuirvi e di scegliere un’alternativa più rispettosa della vita, più etica, talvolta semplicemente più sana. Personalmente credo che se una persona compie un percorso di riflessione (che riguardi l’alimentazione, così come la sobrietà, le missioni di solidarietà…) e giunge ad una scelta di questo tipo – che comporta una rinuncia ma al tempo stesso apre una nuova visuale – vada semplicemente rispettata (a dire il vero penso “tanto di cappello!”).
Eppure non so quante volte è successo così: sei veg? E io ti giudico! Ovvero: saputo che ero vegana, sono stata sottoposta ad una sorta di interrogatorio con simil-trabocchetti per indagare la mia coerenza o il mio stato di salute. Senza un vero interesse, attenzione bene, semplicemente per superficialità direi.

Ma perché?!

C’è chi non mangia carne ma ammette il pesce, chi non mangia carne e pesce ma non rinuncia a uova e formaggio, chi ce la mette tutta ma proprio non sa rinunciare agli affettati, chi è vegetariano ma usa le scarpe di pelle… e allora?! Ognuno ha diritto a mettere (e magari di spostare poi!) il confine della sua scelta nel punto che più gli si addice!
Anche perché diventare vegetariano o vegano, specialmente se spinto da motivi etici, significa compiere una scelta che condizionerà la propria vita, niente di sconvolgente, ci mancherebbe, ma bisogna essere pronti (ed emotivamente forti) a sentirsi considerati un po’ diversi e ad organizzarsi per non restare a pancia vuota (anche se ormai è piuttosto facile trovare ovunque qualcosa suitable for veg)!
E allora mi chiedo che senso possa avere la frase che mi sono sentita risuonare nella testa un milione di volte:

accetto la tua scelta ma non la condivido

COME COME COME???!!!???

Un attimo… c’è qualcosa che non mi torna in queste parole:

“accetto la tua scelta”… ci mancherebbe altro! Non invado la sfera personale altrui e non vedo perché qualcuno potrebbe non accettarla.

“non la condivido”: lo so, altrimenti saresti vegetariano o vegano, ma io non ho bisogno della tua approvazione! Piuttosto se proprio volessimo essere precisini potremmo dire che vegetariani e vegani NON condividono (nel senso che NON approvano) la scelta di chi si ciba di animali perché negano il diritto alla vita degli animali. Quindi sinceramente ho davvero difficoltà a comprendere questo tono di giudizio negativo… mah?!

(to be continued…)

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