Ho la fortuna di fare un progetto di educazione alla sostenibilità nella classe di T., una seconda primaria. È un privilegio perché posso scrutare quegli esserini in un momento della giornata dal quale abitualmente i genitori sono esclusi e ogni volta sono molto emozionata! Lo ero quando andavo a raccontargli le storie al nido, che mi preparavo come se fosse stato un intervento in un convegno!!
L’educazione alla sostenibilità è educazione al rispetto, al pensiero critico, all’ascolto dell’altro, alla consapevolezza.
Si tratta di invitare i bambini (in questo caso) a riflettere prima di compiere un’azione, insegnare loro a scegliere tenendo conto delle conseguenze che deriveranno dal loro agire, imparare ad apprezzare il diverso-da-sé come un arricchimento, guardare il/al mondo con tutti i sensi, cogliere le connessioni che ci legano con persone e creature, luoghi, materia…

In punta di piedi. Si chiama così il mio progetto.
In punta di piedi vuole essere un invito a vivere senza dare tutto per scontato, utilizzando le risorse a nostra disposizione con razionalità, apprezzando la ricchezza che ci circonda e fruendone con rispetto e oculatezza, così che possano goderne anche altri, oggi e in futuro (equità intra e intergenerazionale).
Occorre smettere di porci al centro dell’universo e comprendere che siamo in una rete di relazioni senza le quali forse tutto perderebbe senso e riconoscere, invece, il valore del prossimo, delle esperienze e della propria crescita culturale.

Lezione con i cartoni animati!!

I bambini hanno la soglia dell’attenzione di una formica e l’educazione ambientale propone ragionamenti che talvolta sono piuttosto complessi, così ho pensato di mostrare loro dei corti di animazione! Ce ne sono alcuni davvero carini e forse, chissà, un po’ il ricordo di quelle storielle aiuterà a mantenere vivo il messaggio di non sprecare (meno sprechi = meno rifiuti) o di non inquinare.
Sul tema dei rifiuti, ad esempio, ha provocato grandi risate il corto “Non sporcare il mare, altrimenti…” ed è stato illuminante lo spot di Bruno Bozzetto, che palesa la quantità esosa di imballaggi che ci portiamo a casa ogni volta che compriamo qualcosa e l’enorme produzione di rifiuti che ne consegue.

Pensiamoci: l’educazione alla sostenibilità non è un qualcosa che interessa solo i fissati con l’ambiente (che ricordo, è la casa di tutti noi!) o i bambini che vanno a scuola. E’ una responsabilità della comunità: solo se tutti, ciascuno nel proprio ruolo di imprenditore, genitore, amministratore locale, responsabile di una struttura, casalinga…, solo se tutti facciamo del nostro meglio per salvaguardare le risorse che la Terra ci offre e la qualità del nostro ambiente potremo garantire un futuro ai nostri figli e ai nostri nipoti.

I bambini hanno imparato le 4 R dei rifiuti:

il robot che apre la bocca

RIDUCI: limita la quantità dei rifiuti che produci
RIPARA gli oggetti che sono ancora in buono stato, allunga la loro vita e non renderli un rifiuto prima del tempo
RIUTILIZZA: riusa più volte gli oggetti che non sono usa e getta (quelli andrebbero proprio banditi!! Si trasformano in rifiuto dopo un solo utilizzo! Hanno davvero vita troppo breve e poi impiegano secoli o millenni per essere eliminati ☹ ); ad esempio riempi una bottiglietta con nuova acqua, riutilizza i barattoli di vetro per conservare del cibo; regala libri, vestiti, giocattoli che non vuoi più; non appallottolare i fogli di carta stampati e usane il retro per appunti e disegni…
RACCOLTA DIFFERENZIATA: solo raccogliendo i rifiuti in modo differenziato, si possono inviare al recupero e quindi alla fase di riciclo industriale. Vi sono realtà di eccellenza (poche purtroppo) in cui gli scarti di un’industria diventano materia prima di un’altra e l’entità dei rifiuti viene ridotta alla fonte)

(è ovvio che riparare gli oggetti e riutilizzarli è un ottimo modo per realizzare la prima R ovvero ridurre la produzione di rifiuti!)

Lab di fantasia

i castelli dei miei pulcini!

La sezione sui rifiuti si è conclusa con un laboratorio di costruzioni di fantasia: un’esplosione di rotoli di carta igienica e tubi dello scottex, scampoli di stoffa, vasetti di yogurt e bottigliette di plastica colorata, tappi e oggetti di ogni tipo appositamente non gettati per essere trasformati a suon di immaginazione. E i bambini di immaginazione ne hanno tirata fuori un bel po’ dando vita a bambole, pony, robot, castelli di ogni fattezza… è stato davvero entusiasmante assistere alla loro voglia di creare, dare forma a un’idea, perfezionare…
Sono pressoché certa che la loro idea di RICICLO coincida con il cd riciclo creativo. Ma è già un punto di partenza. Ma sono altrettanto certa che alcuni semini gettati oggi, daranno i loro frutti domani: rimarranno sopiti per anni, finché una parola, un libro, un video risveglieranno quelle nozioni buttate là e in qualcuno di questi bimbi cresciuti germoglierà fino a diventare consapevolezza. Ne sono certa.

Il mio invito? Riflettere prima di agire. Pensare alle conseguenze delle nostre scelte. Informarsi per scegliere in maniera consapevole e RESPONSABILE!

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