Il nostro tempo è dominato da posti, mode, locali, modi di fare senza identità, senza una propria anima.
È come se vestirsi tutti uguale, parlare tutti uguale, frequentare i locali di tendenza, le palestre fighe, bere il cocktail che va per la maggiore… ci rassicurasse, ci facesse sentire meno soli, meno insicuri, più in linea con gli altri.
Difficile essere totalmente esenti da questo meccanismo.
Certamente posso dire che i non-luoghi non mi appartengono: i posti tutti-uguali, le catene di fast food, i franchising di qualsiasi tipo, gli stereotipi di ciò che dovrebbe piacere… proprio non mi piacciono! Anzi, li rifuggo. Ho provato più volte a entrare nelle catene di abbigliamento ma al di là delle questioni etiche che mi si spalancano davanti agli occhi, non riesco a vedere la bellezza, mi perdo, mi confondo … mentre magari in un negozietto di periferia ci trovo l’anima della signora che con il suo gusto ha selezionato alcuni vestiti e ha scelto con cura come disporli in uno spazio un po’ costretto e che sa consigliare con sapiente sincerità le sue clienti. Detesto le catene di ristorazione – anche qui spesso ho un nodo alla gola per questioni etico animaliste non indifferenti…; in un ristorante ricerco la passione, l’intraprendenza, l’entusiasmo, l’ispirazione, la cortesia; così come in un albergo apprezzo l’accoglienza, il tocco di personalità, i piccoli dettagli, la personalità di chi li ha ideati e realizzati, l’ingegnosità con cui sa attrarre la clientela a fronte di una concorrenza sempre più spinta.
Anche nel viaggiare – che credo sia una delle migliori occasioni di crescita personale cui stupidamente non mi sono dedicata ancora abbastanza – ricerco particolari, la storia del posto e della sua gente, apprezzo la cultura dei sapori della tradizione, anche se spesso non posso gustarli, mi innamoro di angolini, mi incanto di fronte a balconi curati pieni di fiori, stradine nascoste che riservano scorci deliziosi e che sembrano voler raccontare qualcosa…
Ecco uno dei miei luoghi è Castiglione della Pescaia: ci sono cresciuta e ogni volta mi sento a casa, i ricordi – sempre rinnovati – riaffiorano nella mia mente, un saluto, un incontro inaspettato (o sperato) rassicurano – stavolta sì – e scaldano il cuore. Potrebbe succedere nel posto più brutto del mondo perché sono certa che ciò che ci lega ad un luogo siano gli affetti, le amicizie, i ricordi.

Ma Castiglione, dalla sua, ha la bellezza del borgo, le sue stradine strette, la “salitina”, il castello e le case in pietra il cui fascino rapisce gli stranieri e non solo, un mare di una bellezza strabiliante, con il suo golfo che visto dalla strada panoramica incanta con i riflessi argentati del sole.

Certo si potrebbe scrivere un libro sul “sistema turismo” e sulla qualità dell’accoglienza che purtroppo continuano ad essere prerogativa di pochi che così scontano una mentalità poco lungimirante dei più. Si potrebbe parlare per ore del fatto che mancano servizi e una diversificazione delle attività. Ma la verità è che Castiglione ha un suo perché e ti resta nel cuore.
Perlomeno per me è così!
(to be continued…)

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