Tempo fa ho raccontato che sono vegana perché… be’ perché riconosco il valore della vita e del diritto ad una vita dignitosa ad ogni essere senziente!

E sorrido quando ancora oggi mi viene chiesto “e quindi cosa mangiano i vegani?!”.

Be’ allora ero una ragazzina. Non avevo mai cucinato granché da sola. E così piano piano ho imparato a mangiare vegetariano, senza però l’uso delle uova. Quindi niente torte salate, niente dolci.
Negli anni ’90 peraltro non esisteva una grande cultura animalista in Italia, né tanto meno una vocazione ad un’alimentazione sana, a km 0, di stagione eccetera, per cui per trovare qualcosa di particolare dovevi andare in quelle poche erboristerie dotate del reparto alimentari e studiarne le proposte! Credo di essere andata avanti anni a mangiare pasta con il ragout di soia: chiesi alla mamma come lo faceva lei e ho semplicemente sostituito la carne con la soia.

Ricordo la gioia di poter mangiare una merendina (… non commento!!) quando inventarono le prime brioche (che in effetti delle brioche hanno solo la forma vista la consistenza panosa) senza latte e senza uova!

Ora è tutta un’altra cosa per fortuna! Dopo quasi trent’anni trovi cibi vegetariani e vegan un po’ ovunque. Se prima il sostituto del formaggio grattugiato era il trito di mandorle o il lievito alimentare in scaglie (ottimo con l’olio… da leccarsi i baffi!), adesso si trovano anche simil formaggi di ogni tipo privi di latte. Per fare un panino farcito tra wurstel, burger, formaggi appunto e affettati (a mio avviso gli unici prodotti gustosi) c’è l’imbarazzo della scelta.

Se però ci si pensa bene, soprattutto noi toscani, la dieta vegana contempla una miriade di piatti poveri che appartengono alla nostra tradizione, quando i nostri nonni si concedevano la carne la domenica o quando era festa: pasta e fagioli, zuppe di cereali e legumi, ribollita, crema di zucca, pasta e ceci, minestra di pane, zuppa di cannellini e cavolo nero… non sono forse piatti offerti dalle migliori trattorie storiche?! Ebbene sono più che vegani!!

Alla domanda “cosa mangiano i vegani” faccio prima a rispondere cosa non mangiano, ovvero carne, pesce, uova, latte e latticini: ovvero ogni pietanza che contenga alimenti di origine animale. Ma per il resto io mangio tutto! Verdure di ogni tipo, cereali dei più svariati – dall’orzo, al farro, al riso rosso o nero -, legumi… Adoro il cous cous di kamut con le verdure, i ceci e le mandorle, impazzisco per il profumo che emanano il riso basmati o il boulgur nella cottura, misentofortunata(.it) quando mi preparo una torta salata con le verdure saltate in padella. Mi piace da matti il sugo di fave, il ragout di seitan, il pesto di pistacchi, e mille altre creme di verdura per condire la pasta. Il riso si accoppia perfettamente con le lenticchie in umido. Per non parlare di un bel crostone con i fagioli cannellini o il seitan con i funghi trifolati.

Se devo dirla tutta la mia tattica è copiare! Sì: andare a pranzo fuori, assaggiare e poi provare a cucinare ciò che ho mangiato! E qualche volta ci riesco pure!!

La cucina vegetariana / vegana, che spesso viene contaminata dalla cucina macrobiotica e dalle tradizioni culinarie non propriamente occidentali è molto più varia di quanto si possa pensare. Ora c’è una vera e propria moda che ha portato, per motivi commerciali, a proporre alimenti analoghi ai prodotti di origine animale (il burger, l’arrosto, il wurstel…), ma provate a sperimentare con occhi, mente e palato “aperti” e curiosi questo tipo di cucina in un buon locale o ristorante: lasciatevi stupire, rimarrete sorpresi da cereali che non conoscete abbinati perfettamente a salse gustose, legumi speziati, verdure croccanti, abbinamenti, rivisitazioni di ricette tradizionali e non.

E chissà che non vi ritroviate a riflettere su ciò che mangiate, sulle vostre scelte, sia sotto l’aspetto etico (e su questo c’è molto da dire…), sia per quello della salute (e anche qui si apre un mondo…).

A mio avviso, vegani o non vegani, è necessaria una riflessione. Un tempo la cultura e un’economia, prevalentemente rurale, dettavano delle regole condivise da tutti: si mangia ciò che offre la (propria) terra con qualche concessione ogni tanto e gli avanzi si trasformano in nuovi piatti gustosi (dal polpettone alla frittata di pasta). La ricchezza ha portato – e sta portando in Paesi che stanno conoscendo un maggiore agio economico in questi anni – ad un’alimentazione scorretta, ricca di zuccheri, grassi e proteine, per non parlare degli sprechi dovuti, a mio avviso, proprio ad un distacco dalla terra, dai suoi prodotti e dalla sua storia. Si mangia carne almeno una volta al giorno e se non è carne sono affettati, formaggi, uova… spesso accompagnati da piselli come contorno! Ma i piselli sono proteine! Non ne staremo (starete!) mangiando troppe?!?!? Siamo sicuri di averne un tale fabbisogno?!

PS sorrido anche per tutte le volte che mi è stato chiesto se stavo bene e se avevo delle carenze. Le mie analisi del sangue sono perfette. Ma perché mangiare la carne è sinonimo di mangiare bene?! O forse ci vuole qualche attenzione in più?!?

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