L’idea di scrivere cosa significa vivere in modo sostenibile, mi ricordo ancora, mi è venuta nella casina in cui vivevo da sola. Da sola… c’era Mavì, una mia amica e collega di allora, e naturalmente Pri: Priscilla, pastore maremmano dall’area dolcissima, quasi disinteressata al mondo che la circondava, felicissima quando c’era il vento che le sferzava il suo bellissimo muso e la sua chioma o quando la lasciavo correre sulla spiaggia, ma per lo più sonnacchiona e affabile!
In questa casina, che io adoravo – era la mia prima casa da sola pagata con i primi stipendi! – anche se in effetti era buia perché stretta tra le altre case del centro e in camera entrava sempre odore di brioche per via della pasticceria sotto, per cui di mattina presto (notte!) potevi svegliarti al dolce suono degli urlacci della proprietaria e non potevi certo stendere i panni… ma in compenso c’erano quei tre scalini che dalla cucina portavano al mio micro “salottino” (ci vuol coraggio a chiamarlo così!) e alla mia stanza, su cui io stavo seduta a leggere o a parlare con una mia amica e poi a qualsiasi ora del giorno o della notte volessi uscire per strada c’era sempre un via vai di persone che metteva allegria! E poi insomma, abitare nel quartiere di Santa Croce, a due passi dal centro ma non troppo, in quel calore che non è ancora confusione… mamma mia quanto ci stavo bene!!!
Ecco ho aperto una delle mie tante parentesi: la mia testa è fatta così, corre veloce, collega, fa mille incisi e poi dimentica il punto di partenza!
Dicevo che l’idea di scrivere sulla sostenibilità mi è venuta tanti anni fa, sarà stato il 2001 o il 2002, in quella sorta di salottino personale. Provai a scrivere qualcosa e riposi l’inizio del mio manoscritto (forse una lista di temi da trattare?!) nel cassetto della vecchia scrivania della nonna della mia mamma.
Negli anni ci ho pensato. Ma poi non trovavo mai il tempo per iniziare. A volte di notte mi venivano delle idee ma poi nel dormiveglia non trovavo la forza di alzarmi per appuntarle e la mattina erano volate via! E forse non erano ancora maturi i tempi: in questi ultimi 20 anni c’è stato un grande cambiamento culturale, una crescita di consapevolezza. Anche se in realtà non così diffusa come sarebbe auspicabile. Anzi mi vien da pensare che alla maturazione di una parte della popolazione, si è contrapposta una crescente maleducazione e inciviltà, strettamente legata all’egoismo e al menefreghismo. Purtroppo.
Oggi invece è il momento. Ho il tempo per farlo, ho le energie, sto riscoprendo un entusiasmo che forse avevo un po’ perso, so che tutti, più o meno, hanno sentito parlare di sostenibilità, decrescita, vegani, raccolta differenziata, fonti rinnovabili, impatto della nostra alimentazione su salute e ambiente… magari senza avere le idee così chiare! E così ho deciso di raccontare i principi su cui ho basato la mia vita, dimostrare che una vegana animalista ed ecologista può vivere una vita assolutamente normale, col sorriso, senza far mancare niente a se stessa e alla propria famiglia! Anzi magari ri-scoprendo qualcosa in più…

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